Attraverso racconti di amici e gente comune, con alle spalle storie importanti, nasce quest’opera con lo scopo di mettere in evidenza quelli che sono i reali problemi della nostra società. L’autrice Sonia Vicino ci condurrà in prima persona attraverso fatti realmente accaduti. Un libro che vuole essere un valido strumento per genitori, donne e adolescenti, ma anche una denuncia ad una società che molto spesso tende volontariamente a chiudere gli occhi. Ma Inganni e Realtà non sono soltanto questo, sono un viaggio attraverso: luoghi, emozioni, paure.”Tutti i giorni incontrerai persone, all’interno della tua famiglia o fuori, che cercheranno di farti intraprendere la scelta che vorrebbero loro se fossero al tuo posto, ma loro non sono te”.Sonia Vicino nata a Pinerolo provincia di Torino, è una donna solare,energica, dotata di un senso di protezione per il prossimo. Da sempre attenta alle tematiche attuali,deve gran parte del ricavato della vendita a” La Banca delle Visite”dove da qualche anno ne è ambasciatrice.
Il nostro nemico non ha divisa, è invisibile, fa più paura. Come tanti genitori mi trovo in questo periodo a dover spiegare ai miei figli l’emergenza corona virus, e bene io l’ho fatto con alcune immagini della famosa serie animata degli anni 80 :”Siamo fatti così”ossia c’era una volta la vita. Attraverso il cartone animato è stato più divertente e meno traumatico raccontare questo periodo non facile per noi e per loro . Lo scopo è anche quello di trattenere il bambino con una TV sana ed educativa, senza farlo annoiare,e nel frattempo di fargli capire la situazione.
Dall’esperienza di un maestro della pittura italiana ,l’artista Gianni Chiminazzo,nasce un’opera ricca d’immagini , tecniche e consigli sul mondo più antico e affascinante della cultura italiana .Una guida per neofiti ed esperti,che conduce pian piano i lettori attraverso trucchi e segreti,ed errori da evitare. Scritto in modo chiaro rappresenta il bagàglio perfetto, per gli amanti dell’arte,con spiegazioni passo dopo passo per la realizzazione di opere originali ma soprattutto tecnicamente perfette.Uno strumento unico ed indispensabile. Vincitore del premio della giuria ,del concorso letterario Giglio blu di Firenze . Gianni Chiminazzo è nato a Rosà (Vicenza)il 7 marzo 1953,inizia a dipingere nel 1966 a soli tredici anni,da allora si dedica con passione,studia storia dell’arte, imparando a conoscere l’evoluzioni della pittura e le varie tecniche .La sua carriera inizia nel 1978 con la sua prima personale. A ottobre del 1985 si presenta con la sua nuova tecnica”opere a spatola”una personale a Bassano del Grappa ( vi ) palazzo Roberti .Nelle sue numerose mostre lo caratterizzano come “il pittore delle campagne”le sue opere sono visioni dall’alto,a volo diccelo o con gli” infiniti”,scorci della campagna Bassanese e della pianura padana. Sono vari i suoi cataloghi personali;nel 1989 in occasione della mostra a Bassano del Grappa (vi) palazzo Bonaguro con 120 opere. Nel 1993 catalogo mostra Treviso” casa dei Carraresi”. Catalogo monografia 1972-1999 .Catalogo 2011 mostra a Bassano del Grappa (vi)”Palazzo Bonaguro con 450 opere”. Catalogo del cinquantennio dell’attività artistica nel 2016 .Nel 1991 inizia con le sculture in ferro,nel 1993,partecipa all’esposizione a Parigi al “Salon d’automne” al Grand Palais .Nel 2001 a Roma dal papa Giovanni Paolo II con l’opera in mosaico”il mondo a colori”.Nel 2006, ha condotto”Lezioni di pittura in TV”, su Rete Veneta a Bassano del Grappa (vi).Nel 2007 presenta “Le istallazioni ” salone teatro di Castel Franco Veneto (TV)Nel 2008 gli è stata conferita la “Laurea ad Honoris causa” e nel 2012″premio alla cultura” dal suo comune per meriti artistici. Insegna tecniche pittoriche dal 1987.
Comprendere ciò che siamo non è facile, a volte basterebbe un po’ di tempo per cercare di capirsi, ma, ahimé, non sempre è possibile . Quando il nostro corpo inizia ad inviarci dei segnali non sottovalutiamoli: ci sta comunicando che è arrivato il momento di pensare a dedicarci a noi. L’ansia, depressione, sono il frutto di tutte le volte che ci siamo impegnati a dare il massimo, andando oltre le nostre forze: la famiglia, gli amici, il lavoro, partner, vorrebbero fossimo super eroi. Ogni tanto basterebbe un secco no! Siamo poco consapevoli che si vive una volta sola, impariamo a dedicarci almeno un’ora al giorno, facciamo un’introspezione , dandoci l’opportunità di comprendere realmente, di cosa abbiamo bisogno. Ogni periodo corrisponde ad un’ esigenza.Il tempo sembra non bastare mai, impegniamoci a dedicarlo a noi, anziché dedicarlo agli altri.
Siamo nella Sicilia degli anni sessanta. È da qui che parte il nostro viaggio… attraverso”il faro che sapeva di mare”scritto da Sebastiano Urso. Un’ introspezione che porterà il lettore attraverso storie di vita vissuta, insieme ad aneddoti di Fantasia.Percorreremo luoghi come : le Isole Eolie, Messina, Siracusa,e la splendida isoletta di Ortigia,dove sorge il centro storico di Siracusa. Conosceremo personaggi come:il guardiano del faro,nonno oste,e tanti altri ancora che ci terranno compagnia all’interno di questo romanzo.Ma i veri protagonisti di questa storia sono loro:il mare ed il faro.Due elementi molto importanti nella vita del nostro autore,che ci mostrerà come questo rapporto sia così sviscerale con la sua terra d’origine,tanto da trarre questa piccola antologia ricca di sapori e ricordi. Sebastiano Urso nasce sull’isolotto di Ortigia nel 1954,passa la sua infanzia nella sua adorata terra .Come molti suoi conterranei lascerà la Sicilia per andare a studiare a Torino,dove ben presto entrerà a fare parte della famiglia di Trenitalia,dove svolgerà le mansioni di contabile,informatico.Ma l’amore per il mare non lo abbandonerà mai, ama andare in barca a vela,ed i suoi amici amano definirlo un mancato marinaio. “L’omu jè comu ‘u mari,se non porta oggi porta dumani”
In foto abbiamo Francesco Urso,ex sommergibilista chiamato “Ciccino”e Graziella .I genitori del nostro autore.Nonché fonte d’ispirazione di questo piccolo capolavoro.
l’Italia è uno dei paesi con il più alto numero di artisti .Sin dall’antichità il nostro paese è stato sfondo di personaggi ed eventi storici importanti.Uno degli assi dell nostro patrimonio culturale sono proprio gli scrittori . Ultimamente mi ha incuriosito il libro di un’ autrice emergente, Romina Quarena,che con il suo “Ancora e per sempre”ha suscitato la mia curiosità.Il libro è la storia di uno di noi,un ragazzo come tanti che ad un certo punto della vita si troverà a perdere la fiducia in se stesso,e negli altri.Quando tutto ormai sembrerà tutto perduto, incontrerà Mimy che riempirà di luce e di speranza ciò che sembrava essere sepolto per sempre. Un libro adatto soprattutto agli amanti del gruppo dei Modà, infatti molti degli ambienti si rifanno proprio alle canzoni del gruppo.Ma conosciamo meglio l’autrice: insegnante nella scuola primaria,45 anni,nata sotto il segno dei Pesci,coltiva la sua passione sin da quando era ragazzina. Un libro adatto ai lettori di tutte l’età, piacevolissimo da leggere sotto le note di”il sogno di una bambola”
In questi giorni spadroneggia sul web il video del pontefice, ove infastidito dallo strattonare di una ragazza, ha una reazione “poco consona”contro di ella. Grazie al web ognuno è in grado di dare il suo parere, ma criticare un uomo,per una reazione data dall’istinto: perché miei cari inquisitori il papa è un comune mortale. Sfido chiunque sentendosi in pericolo per quella che poteva essere una caduta per terra,se non avesse avuto la stessa reazione, magari anche peggio. Smettiamola con il falso buonissimo, e invece di criticare, facciamo un piccolo esame di coscienza,della serie:ma io cosa avrei fatto?
Portami con te in un viale alberato,dove il vento pian piano accarezza i miei capelli,in un mondo dove non esiste l’odio, dove il mare abbraccia la sabbia,dove una farfalla bacia i petali di un fiore,dove la luce incontra il buio,dove l’amore non ha colore e ne confine.
Una delle più belle poesie del panorama letterario, è sicuramente “Le tue mani”scritta dal grande Neruda.
Quando le tue mani muovono, amore, verso le mie, cosa mi portano in volo? Perché si sono fermate sulla mia bocca, all’improvviso, perché le riconosco come se una volta, prima, le avessi toccate, come se prima di esistere avessero già percorso la mia fronte, la mia cintura? La loro morbidezza giungeva volando sul tempo, sul mare, sul fumo, sulla primavera, e quando tu hai posato le tue mani sul mio petto, ho riconosciuto quelle ali di colomba dorata, ho riconosciuto quella creta e quel colore di grano. Per tutti gli anni della mia vita ho vagato cercandole. Ho salito scale, ho attraversato scogliere, mi hanno trascinato via treni, le acque mi hanno riportato, e nella pelle dell’uva mi è sembrato di toccarti. Il legno di colpo mi ha portato il tuo contatto, la mandorla mi annunciava la tua morbidezza segreta, finché si sono strette le tue mani sul mio petto e lì come due ali hanno concluso il loro viaggio.