Tanto tempo fa, in una vecchia e cadente casetta, viveva un uomo molto vecchio che scomparve improvvisamente.
L’anziano non aveva mai fatto nulla per farsi volere bene, anzi, voleva proprio farsi odiare: sarebbe stato un gran sollievo liberarsene, non fosse stato che sul paese gravava una maledizione.
Anticamente, un principe, innamorato di una bellissima ragazza, non poté sposarla perché venne fatta sparire dal fratello, così con l’aiuto di un mago, decise di maledire l’intero paese per cinquant’anni esatti. Nessuno si sarebbe più sposato. Dopo la vita avrebbe potuto riprendere come prima a patto che nessuno abbandonasse il paese.
Ecco perché non si poteva gioire per essersi liberati di quel vecchio cattivo.
La questione doveva essere risolta dal principe, dal mago che l’aveva aiutato e dal fratello della fanciulla, che l’aveva abbandonata in un bosco, come guida Annie, la lupa più anziana della valle. Partirono quella stessa notte: avevano solo due giorni prima della scadenza della maledizione.
Il mago consultava il suo vecchio libro di magie: era molto più che vecchio e la sua memoria poco lo aiutava.
“Ecco! Sì. Ci sono. Ho trovato!”
Il principe e il fratello della ragazza, che stavano litigando, si fermarono di scatto. “Bene, mago!” Disse la lupa. “Allora sbrigati e risolviamo la faccenda, io ho fame.”
“Si, … ecco, … effettivamente credo di aver trovato la formula.”
“Sì, abbiamo capito.” Disse la lupa scocciata.“Vuoi sbrigarti!?”
Intimorito dai denti che Annie aveva tirato fuori, il mago prese la spada del principe e pronunciò la formula: “Spada, ti ordino da padrone, di trovare il fellone, il tempo di tre giri avrai, la strada giusta indicherai”
La spada indicò la montagna al di là della valle, ma il fiume non era guadabile. Presi dallo sconforto, pensarono di arrendersi, quando sentirono rumori dietro i cespugli.
Impauriti i quattro sguainarono le loro armi: spade, fucili, libri di magie, denti. Il principe si avvicinò piano piano, sobbalzando quando d’improvviso ne uscì fuori un Ufpu.
“Per tutti gli incantesimi! È un Ufpu!” Esclamò il mago.
“Di certo, niente di commestibile!” Ringhiò Annie la lupa.
“Ma sì, gli Ufpu!” Esclamò il fratello della ragazza.
Tutti si voltarono a guardarlo con aria interrogativa.
“Loro possono smaterializzarci e in men che non si dica farci ritrovare dall’altra sponda del fiume.”
“Ecco, bravo, e come pensi di convincerli?” Ringhiò il principe.
“Semplice! Diciamo loro che si tratta di una faccenda d’amore, loro amano l’amore.”
Fu così che si sollevò da terra una grossa nuvola rosa che raccolse i nostri amici e andò ad adagiarsi in una piana oltre il fiume.
Il cammino riprese, ma poco dopo si fermarono di scatto zittendosi: una voce si sentiva poco lontano.
“Ecco, ci siamo. L’abbiamo trovato.” Gongolò il mago.
“Che dici, stolto! Non senti che questa è una voce di donna?” disse il fratello della fanciulla.
“Ragazzi, qui non c’è altri che sta vecchietta, deve essere pazza, parla da sola.”
“Cerchiamo un vecchio cattivo e arcigno. L’avete mica visto passare da queste parti?” Le chiese il principe.
“Oh, no signori. Qui ci siamo solo io, mio marito il principe, i nostri figliuoli e i nostri nipotini.”
Il fratello della ragazza scomparsa scoppiò a piangere. Era la sua sorellina che impazzita aveva vissuto comunque i suoi sogni: aveva sposato il principe, avuto figliuoli, ed ora era persino nonna.
Tutti iniziarono a piangere. Gli Ufpu più di tutti.
“Beh, allora, visto che non è la persona che stavamo cercando, direi che me la posso anche mangiare. Tanto a che serve?” disse Annie
“Nooo!” Urlò il principe.
Le aveva promesso il suo amore e glielo avrebbe dato.
Il mago sforzò le sue meningi per trovare la formula giusta.
“Spada o fioretto, che io sia interdetto, se tu non trovi immantinente, colui che volle far male alla gente.”
La spada d’improvviso da sola si sfoderò, divenne di un rosso fuoco e spinse la compagnia su per la montagna. Trovarono alfine il vecchio arcigno e cattivo, lo legarono e chiusero in una gabbia di legno.
Fu così che allo scoccare dell’ultimo minuto della maledizione si ritrovarono tutti nella piazza del paese dove gli abitanti erano rimasti ad aspettare per due giorni.
Quando la lancetta dell’orologio batté la scadenza della maledizione il vecchio sorrise, prese un sacco enorme, lo aprì e consegnò un pacchetto a ogni bambino, era Natale e in ogni pacchetto era chiuso un ufpu. Di Stefania De girolamo