Richiamo dalle Foibe

Ancora una scelta coraggiosa quella di Stefania de Girolamo, di scrivere questo profondo e coinvolgente romanzo che riporta alla memoria i fatti accaduti in Istria dal Settembre del ’43 in poi. Una terra e un popolo dimenticati. La storia di due donne, due generazioni accomunate da uno stesso dolore, quello provocato dalla ferma volontà di dimenticare, cui i loro corpi si ribellano. Sarà solo la verità a portarle alla guarigione: con l’aiuto e l’affetto reciproco, riusciranno finalmente a uscire dalla prigione in cui loro stesse si erano chiuse.
C’è tutto in questo romanzo: dalla condizione femminile del primo Novecento a quella di supposti diritti acquisiti dalle donne degli anni settanta, la passiva accettazione della propria “condizione biologica”, la ribellione a matrimoni decisi a tavolino, e l’illusione della donna moderna.
La donna ancora una volta stuprata, uccisa e gettata in una foiba, a simboleggiare lo sfregio da parte di un’etnia sull’altra.
L’autrice ci trascina negli abissi delle foibe e in quelli della memoria, storica o personale, come unica soluzione a drammi incompiuti, a storie interrotte dalla volontà di dimenticare a tutti i costi. Assolutamente imparziale e priva di pregiudizi pone ancora una volta l’accento sul male subito dalle donne per mano di uomini senza scrupoli e ,forse, anche senza coscienza.

Tre amiche e una vacanza

L’amicizia tra donne è fortemente sottovalutata. Si dice spesso che siamo nemiche, che tra noi esiste rivalità, ma quello che non dicono è che al momento di scendere in campo, dimostriamo a 360 gradi la sorellanza. Immaginate tre uomini in vacanza. Donne e alcool. Adesso invece pensiamo alla situazione opposta: divertimento, luoghi da visitare, batticuore, un bagaglio ricco d’emozioni che ti porti dietro tutta la vita, perché come dice la frase di una nota canzone: “Siamo dolcemente complicate”. Tre donne apparentemente diverse, con una grande voglia di vivere, ma soprattutto con l’obiettivo di divertirsi, sono le protagoniste di “Tre amiche e una Vacanza”. Un viaggio che porterà la crescita emotiva di ognuna, dove tutto può accadere e tutto può sembrare. Non è difficile immedesimarsi nei personaggi della scrittrice Barbara Ann Parker: un’icona della letteratura contemporanea, capace di realizzare in poche righe storie che raccontano diversi spaccati della vita di ognuno di noi. Uno stile che cattura subito il lettore, catapultandolo nei meandri della storia con leggerezza e caparbietà. Vi posto il link d’acquisto, buona lettura ♥️https://www.amazon.it/gp/product/B086K41QV4

A Me…

Ho imparato che il tempo non restituisce le persone.

Che un sogno non va mai chiuso in un cassetto.

Che amare non è un delitto e che coloro che non ci ricambiano, non vanno condannati.

Che il vero amore lo metti al mondo in sala parto.

Che chi ti taglia le ali non ha paura di perderti: teme solo che tu possa volare più sopra la sua testa.

Che le parole possono suonare più forte di uno schiaffo.

Sono il sole, all’occorrenza anche la luna, una perla in fondo all’oceano, uno squalo, se cerchi di attaccarmi.

Vivimi con coraggio, non fermarti ai miei silenzi, non fermarti all’apparenza, non lasciarmi andare via, dammi solo un motivo per restare.

A me… Che riesco ancora a dominare gli uragani.

Sei Bella…

Perché attraverso i tuoi sorrisi nascondi una lacrima.

Sei bella: perché anche quando arrivi stanca e senti che il mondo ti cade addosso, trovi sempre un motivo per non lasciarti sconfiggere.

Sei bella: perché attraverso i tuoi passi c’è una maratona infinita.

Sei bella: perché malgrado il tuo cuore sia stato fatto a pezzi tante volte, non hai mai smesso di amare.

Sei bella: perché quando fuori piove, il sole che hai dentro non ti abbandona mai.

Sei bella: perché la vita non ti ha donato nulla, ti ha distrutto, ti ha calpestato, ti ha tolto i tuoi punti migliori, ma tu continui a ringraziarla.

Dimmi chi sono

ognuno di noi ci sono delle doti che trascendono dal nostro DNA. Nel tempo subiamo un processo di mutazione, dove queste peculiarità vengono portate alla luce favorendone la fioritura completa. Nel periodo infantile iniziano a sgusciare alcune caratteristiche che portano a comprendere gli adulti quelli che sono i nostri punti di forza, man mano che cresciamo questi aspetti si faranno ancora più evidenti, lasciandoci la piena consapevolezza di svilupparli o meno. Erica Brusco, docente d’inglese e francese nella scuola media e superiore, ci porta in un viaggio affascinante attraverso la storia di Nicolas: un adolescente apparentemente come tanti, con un’intelligenza sovrannaturale. La ricerca spasmodica di se stesso, sarà uno dei fili conduttori che terrà il lettore con il fiato sospeso. La corrente degli avvenimenti si sposa bene con la trama, che non lascia nulla al caso, la sinossi accattivante è solo l’antipasto di quello che ci preannuncia un misto tra suspance e drammatico. L’autrice è già conosciuta per altri due romanzi: Il Dolce sussurro degli angeli, scritto nel 2010, I manipolatori di Anime, anno 2013 e Dimmi chi Sono, scritto nel 2019. Quest’ultimo è il primo di una dilogia, a breve l’uscita del seguito: Anime Predestinate.

Con gli occhi del Mare

Sullo sfondo onirico nasce una storia dalle molteplici sfaccettature. Apparentemente un fantasy ambientato ai giorni nostri, ma in realtà, è molto di più. Amore, passione, ambiente, mitologia, si mescolano dando vita a un romanzo dove nulla è scontato, ma soprattutto, niente è ciò che sembra. Ambientato nella splendida cornice dell’isola di Creta, per poi arrivare alla turbolenta metropoli di New York. Un viaggio attraverso le emozioni, dove il protagonistia diventa il lettore. Nettuno vi farà innamorare del suo mondo. Disponibile su Amazon

Ufpu


Tanto tempo fa, in una vecchia e cadente casetta, viveva un uomo molto vecchio che scomparve improvvisamente.
L’anziano non aveva mai fatto nulla per farsi volere bene, anzi, voleva proprio farsi odiare: sarebbe stato un gran sollievo liberarsene, non fosse stato che sul paese gravava una maledizione.
Anticamente, un principe, innamorato di una bellissima ragazza, non poté sposarla perché venne fatta sparire dal fratello, così con l’aiuto di un mago, decise di maledire l’intero paese per cinquant’anni esatti. Nessuno si sarebbe più sposato. Dopo la vita avrebbe potuto riprendere come prima a patto che nessuno abbandonasse il paese.
Ecco perché non si poteva gioire per essersi liberati di quel vecchio cattivo.
La questione doveva essere risolta dal principe, dal mago che l’aveva aiutato e dal fratello della fanciulla, che l’aveva abbandonata in un bosco, come guida Annie, la lupa più anziana della valle. Partirono quella stessa notte: avevano solo due giorni prima della scadenza della maledizione.
Il mago consultava il suo vecchio libro di magie: era molto più che vecchio e la sua memoria poco lo aiutava.
“Ecco! Sì. Ci sono. Ho trovato!”
Il principe e il fratello della ragazza, che stavano litigando, si fermarono di scatto. “Bene, mago!” Disse la lupa. “Allora sbrigati e risolviamo la faccenda, io ho fame.”
“Si, … ecco, … effettivamente credo di aver trovato la formula.”
“Sì, abbiamo capito.” Disse la lupa scocciata.“Vuoi sbrigarti!?”
Intimorito dai denti che Annie aveva tirato fuori, il mago prese la spada del principe e pronunciò la formula: “Spada, ti ordino da padrone, di trovare il fellone, il tempo di tre giri avrai, la strada giusta indicherai”
La spada indicò la montagna al di là della valle, ma il fiume non era guadabile. Presi dallo sconforto, pensarono di arrendersi, quando sentirono rumori dietro i cespugli.
Impauriti i quattro sguainarono le loro armi: spade, fucili, libri di magie, denti. Il principe si avvicinò piano piano, sobbalzando quando d’improvviso ne uscì fuori un Ufpu.
“Per tutti gli incantesimi! È un Ufpu!” Esclamò il mago.
“Di certo, niente di commestibile!” Ringhiò Annie la lupa.
“Ma sì, gli Ufpu!” Esclamò il fratello della ragazza.
Tutti si voltarono a guardarlo con aria interrogativa.
“Loro possono smaterializzarci e in men che non si dica farci ritrovare dall’altra sponda del fiume.”
“Ecco, bravo, e come pensi di convincerli?” Ringhiò il principe.
“Semplice! Diciamo loro che si tratta di una faccenda d’amore, loro amano l’amore.”
Fu così che si sollevò da terra una grossa nuvola rosa che raccolse i nostri amici e andò ad adagiarsi in una piana oltre il fiume.
Il cammino riprese, ma poco dopo si fermarono di scatto zittendosi: una voce si sentiva poco lontano.
“Ecco, ci siamo. L’abbiamo trovato.” Gongolò il mago.
“Che dici, stolto! Non senti che questa è una voce di donna?” disse il fratello della fanciulla.
“Ragazzi, qui non c’è altri che sta vecchietta, deve essere pazza, parla da sola.”
“Cerchiamo un vecchio cattivo e arcigno. L’avete mica visto passare da queste parti?” Le chiese il principe.
“Oh, no signori. Qui ci siamo solo io, mio marito il principe, i nostri figliuoli e i nostri nipotini.”
Il fratello della ragazza scomparsa scoppiò a piangere. Era la sua sorellina che impazzita aveva vissuto comunque i suoi sogni: aveva sposato il principe, avuto figliuoli, ed ora era persino nonna.
Tutti iniziarono a piangere. Gli Ufpu più di tutti.
“Beh, allora, visto che non è la persona che stavamo cercando, direi che me la posso anche mangiare. Tanto a che serve?” disse Annie
“Nooo!” Urlò il principe.
Le aveva promesso il suo amore e glielo avrebbe dato.
Il mago sforzò le sue meningi per trovare la formula giusta.
“Spada o fioretto, che io sia interdetto, se tu non trovi immantinente, colui che volle far male alla gente.”
La spada d’improvviso da sola si sfoderò, divenne di un rosso fuoco e spinse la compagnia su per la montagna. Trovarono alfine il vecchio arcigno e cattivo, lo legarono e chiusero in una gabbia di legno.
Fu così che allo scoccare dell’ultimo minuto della maledizione si ritrovarono tutti nella piazza del paese dove gli abitanti erano rimasti ad aspettare per due giorni.
Quando la lancetta dell’orologio batté la scadenza della maledizione il vecchio sorrise, prese un sacco enorme, lo aprì e consegnò un pacchetto a ogni bambino, era Natale e in ogni pacchetto era chiuso un ufpu. Di Stefania De girolamo

Tu sei Musica

Sono seduta alla mia scrivania, ho appena terminato di leggere”Tu sei Musica” di Simona Bianchera e sono rimasta affascinata, quasi incantata dai suoi protagonisti. Daniel e Alaska sono due giovani artisti emergenti, il primo batterista di una band, l’altra dedita alla pittura e alla fotografia. Insieme a loro ruotano personaggi come Vanessa, Carlo che attraverso le proprie storie fatte di poesia, musica, amicizia, ma soprattutto amore, ci faranno sognare ad occhi aperti.

Il titolo suona come una nota perfetta. I giovani, l’arte e la musica sono un connubio irreprensibile se si considera che ognuno di noi possiede un innato talento personale. Alcuni tendono un po’ a trascurarlo altri invece bramano per emergere. Sono molti gli ingredienti che arricchiscono questo romanzo con il quale il lettore si identifica subito con i personaggi. La scrittura è scorrevole, armonica, rendendo la storia fluida e allo stesso tempo fresca. Il libro è arricchito da tavole a colori, che la stessa autrice ha realizzato. L’aspetto più affascinante di questo romanzo è che andando su YouTube sul canale dell’autrice si ha la possibilità di ascoltare la colonna sonora del libro, vivendolo a 360 gradi. Direi che cinque stelle ci stanno tutte.

Simona Bianchera nasce a Chiavari (Ge) nel 1978. Innamorata dell’arte sotto ogni forma, esprime le sue emozioni attraverso la scrittura e la fotografia. Tu sei Musica è il suo romanzo d’esordio

Ha vinto la menzione di merito, al concorso letterario “Aforismi”

Insieme ce la Faremo

Oggi vi volevo parlare del romanzo “Insieme ce la Faremo”scritto da Stefania De Girolamo.
Il tema affrontato dall’autrice ancora una volta, dopo il toccante manoscritto “STUPRO”, è di quelli forti, intensi, emozionanti ovvero la seconda guerra mondiale.
Già diventa complicato e tortuoso oggigiorno descrivere sensazioni attraverso gli occhi dei bambini, figuriamoci attraverso gli occhi di quei bambini. L’autrice ci riesce senza cadere mai in ovvietà e retorica, anzi trasmette proprio le sensazioni che quei poveri piccoli hanno provato.
La fame e la miseria facevano da sfondo alle vite di tante famiglie costrette a sostenere lavori pesanti e umili in cambio di poche lire. Il libro è scritto in maniera semplice e il suo narrare ti porta ad incuriosirti strada facendo:
ll’affetto, l’amore per la famiglia che si percepisce man mano nella storia ti penetra nell’anima. Attraverso il racconto non si può fare a meno di ritrovarsi protagonisti e passeggeri di un viaggio nel tempo. Tutto ha inizio negli anni trenta sino ad arrivare ai giorni nostri. Personaggi come la nonna Regina, papà Giovanni, sono solo alcuni dei protagonisti che arrivano dritti al cuore del lettore. La dignità è padrona assoluta del romanzo, un valore che neanche il Dio denaro può comprare.
Alla fine della lettura hai la consapevolezza che il triste passato si può trasformare in un radioso presente .

Nota dell’autrice: sebbene sia di fantasia, ho scritto questo romanzo in memoria di mio papà e di mia mamma, per la loro forza, il loro coraggio e la loro determinazione. Due persone che non finirò mai di ringraziare per avermi trasmesso ciò che più conta nella vita, ciò che resta anche dopo: l’amore, l’immenso valore della vita e soprattutto quello della famiglia. Insieme ne abbiamo passate tante, insieme ce l’abbiamo fatta, uniti nell’amore per l’eternità. 

Il Vento

E soffia il vento, in un tempo che a me pare sconosciuto.

Mutevole, accarezza le foglie,

spazzando via i pensieri più oscuri.

Cammino, come avvolta dalla nebbia,

A farmi compagnia il rumore dei rami spezzati.

Volano le foglie, come grandi ali di farfalla.

Cammino, respiro, mi perdo, in un bosco a me sconosciuto, accompagnata dal vento.

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