Una delle feste più sentite è sicuramente il Natale: fatta di colori,suoni e tante tradizioni,ogni regione si sbizzarrisce con i suoi piatti tipici. È la festa dei bambini, delle famiglia,non solo per noi cattolici è un modo per festeggiare Gesù. A Taranto in particolare inizia in grande anticipo,con l’arrivo della ricorrenza del 22 novembre di Santa Cecilia.Alle 6 del mattino pasticceri e massaie tarantine,iniziano a riempire i pentoloni con l’olio di semi per immergere le pettole.(ricetta)500gr di farina,400ml d’acqua,un quarto di lievito di birra,e zucchero per cospargere.Impastastare il tutto dalla sera prima,e versare l’impasto a cucchiaiate in olio bollente.Si mormora che questa antica ricetta nasca da un errore di una casalinga tarantina,che il giorno di Santa Cecilia doveva preparare l’impasto per il pane,ma al suono degli zamponiari,rimase a lievitare troppo l’impasto,così al suo rientro decise di friggere questa pasta che poi offrì alla banda degli zamponiari. Taranto in questo periodo sta passando uno dei momenti più brutti della sua storia,combattuta tra il diritto alla vita è quello a lavoro , Taranto non è solo dei tarantini,ma del Italia intera,non soffermiamoci solo sul Ilva,andiamo ad ammirare il museo marta,o le spiagge bianche di Marina di Lizzano,entrate in casa di un tarantino,e sarete accolti da re.un ringraziamento particolare a Fabiola internõ per le foto



